


VITERBO – Meno risorse per sostenere chi fatica a pagare un affitto, mentre il costo della vita continua a crescere. È questo il quadro che emerge dall’interrogazione presentata in Consiglio comunale dalla consigliera PD Lina Delle Monache, che ha chiesto chiarimenti sulla drastica riduzione dei fondi regionali destinati ai contributi per la locazione e, più in generale, sulle scelte di programmazione sociale adottate dalla Regione.

Numeri alla mano. Nel 2024 i fondi ammontavano a circa 424 mila euro, a fronte di circa 450 domande presentate da singoli e famiglie. Nel 2025 le risorse si sono dimezzate, scendendo a 240 mila euro, mentre le richieste sono raddoppiate, arrivando a circa 900. Per il 2026, la dotazione prevista cala a 113 mila euro, per la stessa quantità di richieste, se non superiori al 2025. Tradotto in contributi, significa aiuti annuali che per singolo richiedente pari a 120 euro.
“Parliamo di sostegni che non vanno a chi già beneficia di altri aiuti – ha spiegato Delle Monache – ma a giovani lavoratori, coppie, single, famiglie monoreddito che provano a rendersi autonomi in un contesto di stipendi bassi e affitti sempre più alti”. In passato, ricorda la consigliera, i contributi potevano a cifre ben diverse, più reali come “aiuto”.
Il tema si intreccia con quello più ampio delle politiche sociali. Durante il dibattito, l’assessora alle Politiche Sociali, Rosanna Giliberto ha ribadito che i contributi per l’affitto sono rivolti a chi non usufruisce di altri strumenti di sostegno. Resta però aperta la questione dell’indirizzo politico: se, come dichiarato a livello regionale, gli investimenti nel sociale sarebbero aumentati, dove vengono impiegate le risorse sottratte a misure considerate fondamentali?
Addio alla Comunicazione aumentata alternativa
La consigliera ha poi richiamato l’attenzione su un altro fronte delicato: la comunicazione aumentativa alternativa (CAA). Una determina dirigenziale del 4 dicembre stabilisce che nel 2026 e 2027 non saranno più erogati fondi regionali per questo servizio, nonostante l’aumento delle richieste da parte delle scuole. Il Comune, per non lasciare sole le famiglie, ha già dovuto attingere a risorse destinate ad altre politiche sociali, comprese quelle del PNRR.
Le conclusioni
“In una fase storica segnata dal caro vita e dall’aumento delle disuguaglianze – ha concluso Delle Monache – ridurre strumenti di sostegno come questi significa indebolire la tenuta sociale dei territori. È su queste scelte che chiediamo risposte”.